Il mio medico di base le ricette le fa con la stampante quasi da una decina di anni ed in alcune regioni l'informatizzazione del sistema non si ferma lì perchè anche medico e paziente hanno tessere sanitarie con microchip e le ricette sono caricate su un sistema telematico centralizzato che in Lombardia si chiama SISS, nelle altre regioni non so.
Non esiste un programma per computer fornito dalle ASL ma ciascun medico deve acquistare software e licenza, che ovviamente sono carissimi, esistono molti diversi tipi di software, esistono tantissimi modelli diversi di moduli per le ricette(quando ho aiutato a configurarlo mi aveva sorpreso dover scegliere fra un paio di modelli per ciascuna regione).
Grazie a questa diversità dei sistemi non esistono file per aggiornare i database o scambiare informazioni in modo sensato e si può al massimo esportare/importare dei file di testo
con risultati a volte assurdi(per esempio se ti passano un file contenente l'elenco aggiornato dei pazienti la maggioranza che restano invariati, alcuni da aggiungere o togliere, il computer lo fa confrontando il vecchio elenco con il nuovo in base a nome,cognome e data di nascita.... peccato che se una volta il file ha il formato data diverso (/95 invece di /1995) il computer li identifica come nuovi e ti troverai tutte le cartelle duplicate(tranne quelli in entrata/uscita) e ti tocca farti passare TUTTO l'elenco cancellando solo quelle doppie e facendo molta attenzione a non cancellare quella piena delle due, a me è capitato grazie alla splendido lavoro dell'ASL)
Medicinali e dosaggi sono migliaia e migliaia ed occorre aggiornarli varie volte l'anno(e lo stesso modulo è usato anche per vari esami o visite specialistiche), quindi non esiste che si faccia "una stampantina" portatile che ti stampi le ricette con tutto in memoria.
Almeno da noi una volta convertitosi al sistema computerizzato la percentuale di ricette eseguite per via telematica non deve essere inferiore ad una certa percentuale, restano escluse chiaramente per ovvie ragioni tecniche tutte le ricette che vengono compilate nelle visite domiciliari(cosa peraltro della quale molti pazienti abusano, tenendo conto che il medico di base non ha nè ferie nè malattie e quindi se un giorno ha la febbre deve andare comunque a lavoro e magari pure andare a visitare a domicilio un paziente che sta meglio di lui) quindi se al visitato a domicilio e "ricettato" a domicilio non piace la calligrafia della ricetta se ci tiene può andare in ambulatorio dove la stampante stamperà la ricetta in carattere tipografico(non mi ricordo se Arial, Courier o massimo Times New Roman, in ogni caso non troverai mai nessuno che usa qualche carattere strampalato, anche perchè il carattere deve essere presente nel programma che non ha tutta la varietà dei caratteri di Word)
Poi i farmacisti sono molto abituati e quasi mai hanno problemi a leggere anche le scritture più incomprensibili. Stessa abilità l'hanno i medici di base a leggere i referti scritti a mano.
A volte anche io mi chiedo come facciano, ma immagino che avere a che fare con ricette più meno sempre degli stessi medici della zona con gran parte dei farmaci che sono molto ricorrenti gli permetta di riconoscere bene le scritture. oltretutto aiutati dai dosaggi ed altri dettagli (per esempio alcuni farmaci hanno i dosaggi 250/500/1000, altri invece li hanno 200/400/800, per chi è avvezzo la cosa aiuta).
Inoltre la tua idea delle 20 pastiglie che sono uno spreco e che il medico ti fa spendere di più in realtà la cosa non è affatto scontata, anzi!
Per esempio sono stato in farmacia ad acquistare del Brufen 400mg... la farmacista mi chiede se voglio la confezione da 10 o da 20...ero un po' con i soldi contati in tasca in quel momento e di impeto stavo per rispondere
ma fortunatamente ho chiesto i 2 prezzi, pensando che la confezione da 20 potesse essere più conventiente in proporzione. Con mia grande sorpresa ho scoperto che la confezione da 10 costava molto di più(quasi il doppio) di quella da 20!
Quindi potrebbe anche essere che il tuo medico prescrivendoti una confezione più grande in realtà non ti abbia fatto spendere di più. In certi casi invece le case farmaceutiche non fanno le confezioni con le quantità che vengono prescritte tipicamente più grandi oppure abbastanza scarse da costringere a prescriverne due scatole, una "astuzia" (truffaldina più nel caso della quantità più scarsa).